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CASA P
Un progetto per dare equilibrio a uno spazio che aveva bisogno di coerenza, di una voce più unitaria. Abbiamo lavorato per far dialogare materiali e colori, cercando connessioni più che contrasti. Il legno (slide di Listone Giordano), con le sue venature scure e calde, è diventato il punto d’appoggio attorno a cui si sono mossi gli altri elementi: i toni degli azzurri, declinati in diverse intensità, hanno portato luce e profondità, alleggerendo la massa materica e creando continuità visiva tra le superfici. La boiserie di Ad Hoc Arredi, ripresa anche a soffitto, ci ha aiutato a risolvere una disomogeneità volumetrica, trasformandola in un segno architettonico preciso, capace di integrare la luce indiretta e di dare ritmo allo spazio. 
Nel cuore della zona giorno, il grande tavolo in legno scuro accoglie la luce naturale filtrata dalle tende color lino, mentre le sedute azzurro profondo e la sospensione Glo con riflessi blu si rincorrono in un gioco di sfumature controllate. Le lampade, le opere e gli oggetti – come la Thriller di Cattelan o l'opera "Orange Umbrella" della nostra amica pittirce Sanja Millenkovic – non sono presenze decorative, ma elementi con cui abbiamo cercato un equilibrio narrativo: ognuno contribuisce a costruire una piccola tensione, un movimento, una pausa. Tutto si tiene su un filo sottile: legno, luce, colore e aria si alternano con naturalezza, cercando una sensazione più che una forma. Un progetto nato dall’ascolto, dalla misura e da una serie di tentativi per far sì che ogni elemento trovasse il proprio posto, senza dover mai prevalere sull’altro.
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E, come dei matti appassionati del dettaglio, abbiamo deciso di ripellicolare alcuni elementi già definiti: la porta della cabina armadio e le maniglie – inizialmente selezionate in una finitura standard – sono state completamente riviste e rifinite in una tonalità profonda, a metà tra il grigio e il blu, capace di inserirsi con discrezione e forza nel linguaggio cromatico dello studio. Un gesto quasi maniacale, ma necessario, per dare coerenza anche a quei dettagli che, pur minimi, fanno la differenza nel racconto d’insieme. Anche in questo studio, la ricerca è stata quella di costruire un equilibrio tra forma e funzione, lasciando che ogni elemento contribuisca con discrezione a una narrazione coerente, fatta di misura, silenzio e presenza. Un gesto quasi maniacale, ma necessario, per dare coerenza anche a quei dettagli che, pur minimi, fanno la differenza nel racconto d’insieme. È proprio attraverso queste scelte – apparentemente marginali – che si svela la logica cromatica dell’intero progetto. Le variazioni del blu, dalle più ariose alle più sature, si rincorrono da uno spazio all’altro, dissolvendosi a tratti per lasciare spazio a versioni più profonde o più polverose, sempre in dialogo con la funzione e l’atmosfera del luogo in cui si trovano. In questo studio, collocato nella zona notte, il colore inizia a farsi più intenso, ad accennare quella transizione che proseguirà nell’anticamera e culminerà nella camera matrimoniale, dove le tinte chiare – protagoniste della zona giorno – diventano accompagnamento silenzioso, quinte leggere che lasciano emergere colori più densi, pensati per il raccoglimento e la quiete. Il colore, dunque, non è mai un gesto isolato, ma parte di un racconto stratificato, costruito per armonie successive e pensato per farsi sentire anche quando si fa da parte.
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